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Acque correnti

A mantenere vivi i nostri corsi d'acqua, cioè a rifornirli continuamente, provvede sia l'acqua piovana che cade nel loro bacino imbrifero, che è appunto il territorio da cui ricevono le acque, sia quella che proviene dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai. Nei periodi piovosi, cioè nella tarda primavera e in autunno, i corsi vengono alimentati più intensamente; ancora più importante però è l'apporto idrico che deriva dallo scioglimento della neve e del ghiaccio in montagna che inizia nella tarda primavera e prosegue per tutta l'estate. Per questo motivo i corsi d'acqua in Trentino hanno un periodo di magra in inverno e uno di morbida in tutto il resto dell'anno, con un picco di massima portata a cavallo tra primavera ed estate. 

Seguendo l'avventuroso percorso dell'acqua da un ridente e cristallino ruscello d'alta quota fino al limaccioso e placido fiume del piano, è facile osservare il continuo cambiamento dell'ambiente acquatico. Questa trasformazione è di solito graduale, ma per praticità si può suddividere il corso in ambienti successivi, o zone, secondo il criterio della zonazione longitudinale. Così dopo i ruscelli d'alta quota, nati dalla fusione delle nevi, troviamo i rivi dei ripidi versanti montuosi, quindi i torrenti montani di mezza montagna, poi i torrenti di fondovalle di grandi valli e infine i fiumi pedemontani che scorrono negli ampi e pianeggianti fondovalle delle vallate maggiori. 

Vivere nelle acque correnti di alta montagna, fredde, turbolente e povere di cibo, non è certo alla portata di tutti. Ci riescono solo poche specie di Salmonidi. Più in basso le condizioni ambientali diventano adatte anche ad altri pesci e proseguendo ancora si nota un progressivo aumento del numero di specie, dovuto soprattutto alla diversificazione dell'habitat, alla maggior portata, all'aumento della temperatura e del cibo disponibile. Così in un tratto di fiume sufficientemente integro possono tranquillamente convivere anche più di una decina di specie. 
Dalla semplice lista dei pesci presenti un esperto può farsi un'idea assai precisa delle caratteristiche del corso d'acqua da cui provengono, poiché ciascuna specie ha le sue preferenze. La cosa funziona ancora meglio se si conosce il grado di abbondanza di ogni specie. Questo concetto è stato usato per suddividere i corsi d'acqua in zone ittiche, basate appunto sulla comunità di pesci che in essi vivono. Così, ad esempio, se si parla di zona superiore della trota fario s'intende senza possibilità di equivoco un certo tipo di ambiente, che comprende i ruscelli di media e alta montagna. 
Ogni zona ha delle specie tipiche, che di regola ci sono sempre, e delle specie secondarie, non sempre presenti. 

 

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